La costruzione del paesaggio
          -
Laboratorio di scrittura performativa

La bellezza è sempre un accadere, un avvento, per non dire un'epifania, o, per parlare in termini più concreti, un «rendersi presente». ​Cinque meditazioni sulla bellezza- Francois Cheng

Solo in quell'ora di comunione, nella comune tempesta, all'interno della stanza in su si incontrano, finiscono per trovarsi. Solo quando dietro di loro c'è uno sfondo, entrano finalmente in relazione.

Appunti sulla melodia delle cose – Rainer M.Rilke

   Da troppo tempo viene raccontato che la soluzione a tutti i nostri problemi è una radicale valorizzazione dell’individualità e del singolo. Ma se non esiste una comunità, un individuo da solo è una barca in balia della tempesta, così come nessun albero da solo sarà mai un paesaggio. Ma mettendosi in comunità non come soggetti di un’azione, ma come oggetti di un’idea, possiamo costruire uno spazio nuovo in cui abitare. Condivideremo una spazio liquido fra videochat e stanze concrete per formare una eterotopia. Le eterotopie, nella definizione che ne dà Foucault, sono spazi liminali, luoghi contro. Sono utopie realizzate dove i luoghi reali sono simultaneamente rappresentati, neutralizzati e sovvertiti. Qui l​avore​remo insieme attraverso memoria ed attenzione e usando la scrittura performativa per disegnare insieme il nostro paesaggio e ricavare la melodia nascosta nelle pieghe del quotidiano. La domanda che ci facciamo è: come renderci consci del paesaggio luminoso al di là dei nostri muri interni? Come, nel fare questo, ci rendiamo consci dell’altro, dello spazio che l’altro ha in noi? Fare questo è la radice del teatro e del sacro. Costruiremo il nostro paesaggio attraverso la scrittura performativa.

   Ma che cos’è la Scrittura Performativa? La scrittura performativa nasce dall’ispirazione del momento in cui si crea una situazione di condivisione da parte di un gruppo di persone, in uno spazio e in luogo. L’osservazione di questa condivisione apre una crepa nello scorrere quotidiano delle cose in cui qualcosa d’altro fuori da sé trova spazio. La memoria è la rappresentazione della realtà così come la mettiamo in scena ogni giorno dentro di noi. La scrittura performativa è uno strumento per mettere in comunicazione ogni rappresentazione individuale all’interno di una rappresentazione armonica collettiva. Il luogo di questa collettività sarà un microarchivo fatto delle parole e delle storie generate insieme nella nostra stanza virtuale e nel paesaggio reale ed eterotopico dello Spazio Nour e dei suoi abitanti. Creeremo insieme una forte connessione tra passato e presente, e da ricordi personali nasceranno nuove memorie collettive. Con l’augurio che questo ci aiuti ad affrontare con creatività il futuro davanti a noi.

Programma:

Lunedì 27 luglio - h15\19 - collegandosi da casa sulla piattaforma Zoom


Mercoledì 29 luglio - h15\20 - presso Spazio Nour


Giovedì 30 luglio - h15\20 - presso Spazio Nour


Materiali:


Quaderno, penna o matita, computer, smartphone.
Il laboratorio è ad offerta libera per lo Spazio Nour

Carolina Seblon

Viaggiatrice di eterotopie fantastiche, storyteller e performer. Ha collaborato con artisti diversi e ha fatto parte di progetti sperimentali nel campo delle arti performative. Negli anni, ha sviluppando una ricerca incentrata sul concetto di limite imposto, da superare per scoprire un altro modo di sperimentare relazioni e di vedere la realtà intorno a noi, attraverso pratiche creative combinate ad un approccio critico.

Diego Zanoni

Scrittore teatrale, i suoi testi sono stati rappresentati in vari festival e teatri della penisola. Non crede che nell'economia di mercato e nelle coincidenze. Ha una barca che gli permette di camminare sulle acque. Il giovedì è il suo giorno libero.

Iscriviti subito!

©2019 by Valentina Santoro.