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Nour in farsi significa Luce.

Nel racconto L’arte perfetta, Mawlānā Rūmī (poeta persiano e mistico sufi vissuto nel XIII secolo) parla di una sfida tra cinesi e bizantini, lanciata per stabilire quale dei due popoli fosse il migliore nell’arte della pittura. Nella dimora del sultano, due stanze perfettamente uguali e situate una di fronte all’altra, furono scelte per attuare la sfida.

I cinesi chiesero al sultano 100 colori per realizzare la loro opera, i bizantini invece si limitarono a ripulire le pareti da ogni ruggine ed impurità, sino a quando non divennero chiare e limpide come il cielo. Mawlānā spiega che nell’arte della pittura esiste la tecnica dell’ “assenza del colore”: i colori possono essere paragonati alle nuvole e la loro assenza alla luce del sole e della luna. Come le nuvole, i colori sono visibili solo grazie alla luce.

Quando i cinesi ebbero completato la loro opera ne furono molto soddisfatti, anche il sultano rimase colpito dalle pitture realizzate, ma il suo stupore fu ancora più grande quando poté ammirare il lavoro dei bizantini. Grazie alla purezza raggiunta dalle pareti, le meraviglie dipinte dai cinesi nella sala di fronte, si riflettevano infatti in quella dei bizantini, con uno splendore che superava quello delle pitture originali.

Rumi, Ascoltate la musica dell’anima, Arnoldo Mondadori Editore, 2008 Milano.